17 settembre 2011

Babele - Riassunto


  • BABELE
La favola di Babele;
La città verticale;
Da Babilonia a Megalopoli;
La città Verticale;
  • FIGURE E LUOGHI DELLA CITTA'
Pensare per immagini;
Figure;
Luoghi;
Utopie;
  • ATTRAVERSAMENTI
Attraversare la città,
Lo sguardo moderno;
La città come foresta e come ipertesto;
  • SPAZI INFRASTRUTTURALI
infrastrutture e modernità;
infrastrutture e urbanistica;
  • PAESAGGI DELLA DISPERSIONE
Paesaggi elettrici;
Paesaggi fluviali
  • IL FILO DI ARIANNA
Labirinti;
Sbrogliare la matassa;
Nuovi flaneurs;
  • ABITARE TRA LE RETI
Reti e nodi;
L'anello mancante;
Verticale e orizzontale.

BABELE
La favola di Babele
Tutto può partire dalla religione Ebraica-Cristiana che ha visto in Babele il castigo divino per la trascuratezza di un impresa che voleva sfidare le forze divine di Dio.
Infatti gli abitanti di Babele avevano detto " venite costruiamoci una città che tocchi il cielo e facciamoci un nome per non disperderci sulla terra", così recita la genesi. Il castigo interruppe quel progetto sin dall'inizio e non solo distrusse il manufatto, ma con esso ci fù la dispersione di tutte le lingue e tutta la città divenne confusa. Da allora Babilonia è segno di confusione disordine e da allora nella cultura occidentale si insedia un germe di antiurbanesimo. Nel mondo latino la seconda Babilonia è Roma, nel moderno è Londra.
La citta verticale
Nel progetto della città moderna, Babilonia con la sua costruzione della torre, vennero presi come simbolo e come segno nella conquista della verticalità. Esempi della progettazione verticale moderna, la torre Eiffel, che non è solo una sfida babelica, ma anche il tentativo abbracciare dall'alto una città oramai illimitata e dispersa. Però questo non accade in nei grattacieli di New York studiati da Rem Koolhaas in Delirious New York. Qui le torri sono più dense e mentre prima era pssibile dall'alto ammrare il panorama della città, a New York la visione del grattacielo riflette su se stesso. Allora è opportuno parlare di città narciso che vede riflessa se stessa. Mentre in Le Corbusier la verticalità appartiene al costruire, all'artificio umano, e l'orizzontalità fa parte del paesaggio. A tutto ciò però si contrappone la città senza limiti di Frank Lloyd Wright, dove l'orizzontalità si confonde con l'estensione del territorio inglobando tutto, natura, sistema insediativo, produttivo, agricolo, il tutto interconnesso da una potente rete infrastrutturale. Nei nodi pochi elementi verticali definiscono le distanze e danno l'orientamento. Queste sono le teorie urbane del moderno, dopo il quale scompare il verticale e l'orizzontale e si passa alla citta contemporanea senza limiti o diffusa.

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