19 maggio 2011

Movimento degli Arcani

 





Il Movimento degli Arcani nasce da una intuizione di Paolo Levi, alla fine del 2010, dopo una gestazione durata un decennio, come afferma lo stesso critico d'arte, che ha dedicato ai inque che formano il gruppo degli Arcani: Maria Cristina Conti, Angelo Di Tommaso, Silvano D’Orsi, Roberto Guadalupi e Stefano Puleo, un intero sito Internet.

Levi ne rivela il messaggio, specificando che non ha intenti collegabili a un'estetica rivoluzionaria, ma esclusivamente alla spiritualità dei membri del Movimento".  Il loro è un "sogno ad occhi aperti". Quel sogno può essere ammirato da qualche giorno in una delle strade simbolo del mondo dell'arte contemporanea a New York: "Madison Avenue" con una mostra dal titolo "“Seduction”, aperta fino al 5 giugno prossimo alla Eden Fine Art gallery.

Un movimento nato “a cento anni da Cubismo, Futurismo e Surrealismo. Non parlo di Transavanguardia e Arte povera – ha spiegato il critico Levi – perché quell’arte è fatta di filosofia e dunque non è arte ma noia. Gli Arcani invece sono poeti”, portatori di gioia, felicità".

  "Al centro di ogni sogno c’è la presenza costante dell’arcano, che si maschera all’interno del quadro, con la funzione di un’apparente verità. Quasi a significare che per ristabilire la verità occorre il sogno. Sono composizioni pittoriche per iniziati, dove si parte dall’illusione onirica per giungere a una soggettiva certezza. L’assunzione del sogno è inoltre il tratto archetipico della storia dell’arte di tutti i tempi, ad eccezione di quella contemporanea, dai contenuti  fortemente concettuali.

Gli appartenenti al gruppo degli Arcani considerano la propria ricerca pittorica come la diretta conseguenza di una intuizione spirituale che si trasforma in colore e forma.

Ogni lavoro riflette la responsabilità dell’artista che considera l’essenza della propria poetica come semplice, silenziosa preghiera, un’invocazione in cui non si chiede nulla in cambio; solo di poter dare ascolto alla propria voce interiore ed esprimere le emozioni che giungono dall’inconscio personale e trasmettere l’invisibile che si fa visibile.
I loro lavori sono preghiere intimiste ricche di momenti poetici che rivelano situazioni compiute, dove l’osservatore è emotivamente coinvolto, trasportato in un mondo inedito, quello dell’anima incontaminata dell’artista."

Il Movimento degli Arcani vuole essere - spiega Levi - l’incisiva corrente culturale, spirituale, del XXI secolo, che rispetto ai movimenti del Novecento non intende trasmettere certezze. Al contrario, considera la composizione pittorica come il filo conduttore della relatività della visione, e di conseguenza,  della verità come fenomeno poliedrico. (http://www.italiannetwork.it/)

15 maggio 2011

Muri in Pietra

Fonte propria


Costruire un muro in pietra è semplicissimo e soprattutto bellissimo, occorrono pochi attrezzi, un pò di materiali da costruzione, qualche pietra, lavoro quanto basta e infine un pò di tempo. Innanzitutto occorre procurarsi un pò di pietre possibilmente squadrate da un lato, dopo si prepara un pò di malta di cemento e calce, le dosi consiliate sono: mezzo sacchetto di calce, mezzo sacchetto di cemento, 15 kg di argilla rossa per conferire alla malta una  colorazione rossiccia, altrimenti la si può impastare con  la colorazione standard, 40 palate si sabbione e all'incirca 15-20 lt di acqua, naturalmente l'acqua va dosata a seconda della consistenza che si desidera. Preparati i materiali da costruzione occorre organizzare la postazione di posa e costruzione del muro. Occorre istallare due o quattro squadri di legno a 90° a seconda se si vuole realizzare un muro ad una singola faccia vista o con due facce vista,  sui quali si allestirà lo spago che farà la linea da seguire e non oltrepassare, per realizzare ogni fila di pietre del nostro muro. Preparato il campo di lavoro occorre spalmare un primo strato di malta preparata in precedenza, posare il primo strato di  pietre possibilmente più grosse alla base per realizzare una fondazione solida e stabile, successivamente rispalmare uno strato di malta, posizionare lo spago di guida un gradino più in alto e così via per tutte le file sino a raggiungere l'altezza desiderata. Il risultato che si otterà è quello della foto.

Feng Shui

Fonte immagine arredamentoetnico.org
Secondo i principi del feng shui, una casa per essere ben costruita dovrebbe essere quadrata o rettangolare senza angoli o parti mancanti e con forma regolare, dovrebbe avere un drago verde ad Est, delle piante alte che proteggano questo lato, una tigre bianca ad ovest che possono essere anche da questa parte delle piante ma più basse, una tartaruga a Nord una collina o un grosso masso, e la fenice rossa a Sud che può essere un sasso con un filo rosso avvolto intorno. La parte nord della casa è considerato il lato corrispondente all'acqua e alla carriera. Proprio perché l'acqua corrisponde all'elemento più Yin dell'oroscopo, è la direzione più indicata per il riposo. Infatti, uno dei brocardi del feng-shui è il fatto che la testa di chi dorme debba essere sempre rivolta verso nord. Comunque, ogni direzione ha una relazione con un aspetto della vita, famiglia, figli, amici, carriera e fama, aiuto da parte dei genitori, ricchezza ecc....

14 maggio 2011

Effetto Coandă

Fonte immagine technoratio.blogspot.com
 Dunque, la forza che consente agli aerei di volare si chiama portanza, ed è calcolata tenendo conto di alcuni fattori. Cominciamo dall’aria: l’aria è un fluido e, comunque facile intuire i fluidi in generale abbiano la tendenza ad aderire al contorno delle superfici sulle quali si trovano ad aderire. E a questo punto di solito si fa l’esempio del dorso di un cucchiaino fatto penzolare sotto a un flusso d’acqua tenendo il cucchiaino medesimo per l’estremità del manico: si ha l’impressione che, mentre l’acqua subisce una deflessione verso la punta del cucchiaino, questo sia “tirato” dall’acqua nella direzione ortogonale alla curvatura del dorso, ma non è solo un’impressione, è la realtà.
Questo comportamento si chiama effetto Coandă.
Ora, un aereo non è un cucchiaino, ma la sua ala quasi: la parte superiore dell’ala è l’equivalente del dorso del cucchiaino, e l’aria è l’equivalente del getto d’acqua, per cui, similmente all’esperimento del cucchiaino, l’aria viene deflessa verso il basso mentre l’ala viene spinta verso l’alto. E, giustappunto, se l’ala è spinta verso l’alto l’aereo vola, no?
Oltre a questo, poi, si deve tenere in considerazione la forma dell’ala e l’angolo di attacco dell’ala stessa, a questo punto invece si fa di solito l’altro esempio intuitivo: chi non ha mai messo un braccio fuori dal finestrino di un’auto in corsa? Se invece di tenere il palmo della mano in giù lo ruotiamo un po’ in avanti, il braccio viene spinto verso l’alto perché, fondamentalmente, c’è una differenza di pressione dell’aria, che è maggiore sul palmo della mano rispetto al dorso. Questo accade anche all’ala dell’aereo, per cui l’aereo cosa fa? Toh, guarda un po’, che roba impressionante: vola!
Nel calcolo del perché l’aereo vola, si deve includere anche la spinta generata dal motore, la resistenza dell’aria e, ovviamente, la forza di gravità che, a causa del peso dell’aereo, l'attira verso il basso.
A questo punto spetta al pilota gestire la portanza (attraverso l’assetto dell’aereo) e la spinta generata dal motore per bilanciare tutte le forze in gioco nel modo più ottimale.